il giudizio e la comunità
Quasi ogni mattina, mentre bevo il caffè, pesco due carte dal mazzo degli Arcani Maggiori dei Tarocchi: la prima che rappresenta come mi sento e quale archetipo incarno in quel momento e la seconda che mi consiglia cosa posso integrare in questa giornata.
É come se ogni mattina il Tarocco riuscisse a fare una fotografia di cosa sta succedendo dentro di me ed è sempre molto chiara e puntuale, decisamente più di quanto potrei fare io.
Stamani, dopo giorni in cui non sono stata molto disciplinata con la mia routine mattutina, mi sono svegliata presto e ho praticato per quasi un’ora.
Di tutte le esperienze spirituali che ho vissuto in questi anni, se dovessi sceglierne una che ha cambiato la mia vita nel modo più profondo, sarebbe sicuramente la mia pratica personale ogni mattina, che è anche la più semplice.
È difficile da spiegare, ma quando la prima cosa che faccio appena sveglia è dedicare del tempo all’ascolto e al movimento del corpo, al respiro consapevole, al canto, la meditazione, la scrittura o la lettura dei tarocchi, tutta la mia giornata va in modo completamente diverso. È come se mi connettessi su delle frequenze diverse, come se fossi guidata da una forza ispiratrice che è sia dentro che sopra di me e tutto va come deve andare, senza sforzo, senza dubbi o esitazioni.
I Tarocchi stamani lo dicono sicuramente meglio delle mie parole.
Il Giudizio è una delle carte che ci ho messo di più a capire ed è sicuramente quella che meglio descrive questo senso di connessione con me stessa e allo stesso tempo con la Comunità intorno a me e con l’intero Universo. Per me rappresenta quel senso di pace che si prova quando sentiamo di essere esattamente dove dobbiamo essere, quando siamo contenti di quello che c’è e non abbiamo bisogno di niente di più e niente di meno.
Quel senso di essere arrivati a casa dopo un lungo viaggio e poter finalmente rilassarsi e smettere di cercare. Un senso profondo di gratitudine e di amore incondizionato.
Da questo luogo di calma e accettazione quale carte migliore potrebbe guidarmi se non la Stella? Ancora un personaggio nudo, che si accetta e si mostra cosí com’è, senza bisogno di coprirsi o di apparire diversa.
Mi sta invitando a donarmi e a condividere, solo per il piacere di farlo. E a seguire quelle stelle che mi guidano dal cielo. Ancora a non pensare, valutare o pianificare, ma ad affidarmi a qualcosa di più grande di me e fluire come l’acqua che sta versando nel fiume.
Queste due carte, a mio parere, hanno molte cose in comune ma la grandissima differenza è sicuramente l’aspetto della Comunità. Mentre la Stella è sola, il Giudizio rappresenta una scena familiare, dove i tre personaggi si scambiano sguardi di intesa e solidarietà.
Il tema della Comunità è stato un tema centrale per me ultimamente e probabilmente uno dei motivi principali per cui ho sentito che volevo tornare a Firenze. Per costruire quella tribù di cui ho sentito la mancanza negli ultimi anni e che sarà sicuramente uno degli obiettivi principali del mio 2023.
È come se a un certo punto tutto stesse prendendo un senso e dal caos i pezzi del puzzle si stessero sistemando da soli.
Ho l’immensa fortuna di poter stare nella casa che era dei miei nonni e che è molto grande e bella e di poter dedicare parte di questo spazio alla condivisione delle mie pratiche. Queste stanze sono state usate per anni come magazzino, piene di mobili, libri, oggetti e tanta polvere, nonché energia che non poteva fluire. Quando vivevo in questa casa non avevo molta consapevolezza di quanto sia importante l’energia degli spazi e questa parte della casa era sempre chiusa, fredda, buia e abbandonata. Poi un giorno, quando io ero ad Amsterdam, i miei genitori hanno deciso di iniziare a sistemarla e ad eliminare diverse cose che erano state ammassate lì.
È come se la casa abbia riniziato a respirare e a riprendere vita e solo allora mi sono accorta di quanta sofferenza fosse stata stipata tra quelle mura. Da lì è iniziata l’opera, ancora in corso, di recupero e pulizia materiale ed energetica di quegli spazi.
Ieri sera, credo per la prima volta, ho sentito una grande gratitudine per i sacrifici e il duro lavoro dei miei nonni, di cui ho pochissimi ricordi e con cui non ho mai avuto un grande legame. Ma in qualche modo sento che mi stanno regalando questa opportunità e che anche loro ne hanno bisogno. Come se trasformando questo spazio in un luogo di pratica, ascolto e condivisione, potessi trasformare la sofferenza e il sacrificio in un seme di amore e guarigione e donare loro un po’ di pace.
Come se alla fine ci fosse sempre un piano più grande di noi, che è iniziato molto prima della nostra nascita e che andrà avanti quando non ci saremo più, a cui noi non possiamo fare altro che mettersi al servizio.
Il 7 Gennaio ospiterò il mio primo workshop in questo spazio, che è proprio un lavoro sulla propria visione per il nuovo anno, e sento che sarà l’inizio di un nuovo viaggio.
Per ora mi lascio guidare e trasportare in questo viaggio, fiduciosa che tutto andrà come deve andare e che, una persona alla volta, questo spazio verrà riempito da un cerchio di anime, un coro di voci, un insieme di corpi che si tengono la mano e si scambiano quegli sguardi di intesa e solidarietà.
“Ogni volta che inizia è il momento giusto.” Tutto inizia al momento giusto, non prima, non dopo. Quando siamo pronti per l’inizio di qualcosa di nuovo nella nostra vita, è allora che comincerà.”