Il dono della crisi
Gli ultimi giorni sono stati un po’ strani: mi sono sentita abbastanza stanca e priva di entusiasmo. Non credo sia la prima che me lo sentite dire perché questi periodi di “crisi” mi succedono più o meno in modo regolare e in realtà sono un dono perché mi costringono a fermarmi e ascoltare cos’è che non va, dov’è che mi sto allontanando dal mio cammino.
E alla fine la risposta è sempre e solo una, quando mi sento così sono disconnessa dalla mia intuizione e dal mio corpo e sono bloccata nella mia mente.
Più penso a quello che dovrei fare e come e più mi sento sopraffatta dal mondo esterno, come se la vita diventasse una gigantesca lista di cose da fare e obiettivi da raggiungere, un peso che le mie spalle non riescono e non vogliono sostenere.
Io la affronto come se si muovesse seguendo le leggi della logica o di causa ed effetto “se faccio questo otterrò quello”. E così mi dimentico della magia della vita, non sono aperta a ricevere i suoi miracoli e seguire i suoi segni perché sono troppo occupata a cancellare le cose da fare sulla mia agenda e concentrata sul risultato che voglio raggiungere.
A volte basta veramente poco per cambiare profondamente questo stato (una meditazione, una danza, una pratica di respirazione o una camminata nel bosco) e rientrare nel flusso della vita, che ha già i suoi piani che sono molto più grandi e ambiziosi dei nostri. Se solo noi gli lasciassimo lo spazio e il tempo per agire secondo le sue leggi misteriose invece di voler sempre controllare, programmare e sapere in anticipo come andranno le cose.
Queste piccole crisi sono fondamentali per il mio percorso perché ogni volta mi fanno arrivare ad uno stato di totale abbandono, in cui mollo la presa su tutto e mi ritrovo in ginocchio a pregare l’universo di mandarmi il supporto di cui ho bisogno e di mostrarmi la via. E ogni volta che lo faccio e che sono aperta a ricevere, i segni arrivano senza farsi attendere troppo nel modo e nei luoghi più inaspettati a mostrarmi quello che devo vedere e il prossimo passo che devo fare.
Quando lascio andare le aspettative sul risulta e il bisogno di sapere già qual è il cammino davanti a me e dove mi porterà e semplicemente mi affido e inizio a camminare passo dopo passo senza preoccuparmi di dove arriverò, tutto diventa più leggero e semplice. Come se quasi non fossi più io a decidere dove andare ma ci fosse una forza più grande di me a guidarmi e a muovere i miei passi.
E allora la vita ridiventa un’esperienza sorprendente ed eccitante in cui godersi il viaggio più che la destinazione, un mistero da esplorare più che un problema da risolvere.
La pesantezza nel corpo e l’offuscamento della mente lasciano spazio alla leggerezza e alla fiducia, al coraggio e all’amore.
Più ci affidiamo e più siamo sostenuti, più ci sentiamo uniti e parte di qualcosa di più grande e più siamo potenti, più lasciamo andare il controllo e più siamo padroni delle nostre scelte, perché non siamo mossi dalla paura e dal nostro ego ma dalla fiducia che comunque vadano le cose sarà sempre il modo migliore per la crescita, l’evoluzione e la realizzazione della nostra anima e della sua missione.