Il cammino verso casa
C’é una frase molto bella di Rumi che dice “Your task is not to seek for love, but merely to seek and find all the barriers within yourself that you have built against it.”
Durante una delle meditazioni in cui ho incontrato la mia highest self mi ha rivelato che lo stesso vale per la ricerca della nostra missione. Il nostro Dharma é qualcosa che vive giá dentro di noi, per cui il nostro compito é quello di liberarci di tutti i condizionamenti e le limitazioni che ci stanno impedendo di vederlo. Lui é lí con noi dal giorno in cui siamo nati e quando eravamo bambini piccoli potevamo sentirlo. Poi crescendo é stato nascosto da tutto ció che ci é stato insegnato su come dovremmo essere e la vita che dovremmo vivere. Cosí abbiamo smesso di esprimere quello che siamo per non deludere le aspettative altrui e adattarci all'ambiente in cui viviamo. Ci siamo dimenticati chi siamo veramente, quali sono i nostri doni naturali e perché stiamo vivendo questa vita.
Mi fa sempre commuovere pensare che ognuno di noi é unico e non si potrá mai trovare al mondo, su otto miliardi di persone, qualcuno con la nostra stessa energia, essenza, voce, sguardo, sorriso, odore. In un mondo in cui siamo costantemente chiamati a uniformarci, a cercare di essere il piú "normali possibili" e a seguire delle tappe di vita giá definite da qualcun altro, io credo che la cosa piú potente che possiamo fare sia incarnare la nostra unicitá con orgoglio e gratitudine. Connettersi con la nostra essenza per vivere in modo autentico, dire parole che vengono dal nostro cuore, compiere azioni ispirate dal nostro intuito e seguire solo ció che é giusto per noi.
Non credo che esistano una giustizia e una veritá assoluti, ma ognuno é chiamato a trovare quella che risiede nella propria anima, che puó anche cambiare nel tempo. Spesso le scelte che sono giuste per noi sembrano completamente sbagliate agli occhi degli altri. Per questo l'unico modo di seguire la propria strada senza farsi condizionare da fattori esterni é quello di connettersi con la propria intuizione e farsi prendere per mano da lei, fidandoci del fatto che ci stia portando esattamente dove dobbiamo essere. Non deve avere senso per gli altri e a volte nemmeno per noi ma solo risuonare con il nostro cuore.
Le scelte che apparentemente hanno meno senso sono proprio quelle di cui abbiamo piú bisogno, perché ci stanno aprendo delle porte inaspettate, ci stanno mostrando delle vie che non pensavamo nemmeno possibili.
Non sto dicendo che sia facile, anzi per me é stato e a volte é tuttora molto difficile, ma non posso neanche descrivere il senso di piacere che si ha nell’accettarsi per quelle che siamo smettendo di cercare di essere diverse. Il senso di pace e liberazione che si prova deponendo le armi che usiamo costantemente contro di noi (siano esse parole, pensieri o azioni) e togliendosi tutte le maschere che abbiamo indossato senza neanche rendercene conto. La gioia di mostrarsi esattamente come si é e di donarsi al mondo, fregandosene di come reagiranno gli altri, nude e oneste come la Stella dei tarocchi.
E alla fine penso anche che non abbiamo scelta, che possiamo fingere e nasconderci dietro le maschere solo fino a un certo punto, ma che arriverá comunque un momento in cui tutto ció diventerá per noi insostenibile e qualcosa piú forte di noi (depressione, malattia o un evento traumatico solo per dirne alcune) ci costringerá a fermarci e fare i conti con chi siamo veramente.
La meditazione, nelle sue diverse forme, mi ha aiutato tantissimo in questo processo perché mi ha permesso di silenziare tutte le voci nella mia testa che mi dicevano costantemente chi avrei dovuto essere e cosa avrei dovuto fare per connettermi veramente con quella parte di me che ha giá tutte le risposte di cui ho bisogno. Queste risposte non seguono la logica né la legge di causa ed effetto, ma vengono da quella parte di me che é connessa con qualcosa di piú grande, che si fa guidare dai sogni e dalla magia, che parla con gli alberi e ascolta il fiume, che balla a piedi nudi intorno al fuoco e ruggisce selvaggia, che é consapevole del suo potere e non ha paura di portarlo nel mondo. Tutti/e abbiamo questa parte dentro di noi, che aspetta solo di essere vista e risvegliata.
Ogni tanto mi piace ripensare a come ero qualche anno fa e raccontare la vita che sto vivendo adesso a quella versione di me del passato. Mi aiuta a rendermi conto quanto la mia realtá interna ed esterna stia cambiando, cosí come la narrazione che io ne faccio. La mia versione di tre anni fa non si sarebbe neanche mai lontanamente immaginata di essere dove sono ora, di essere come sono e di fare le cose che faccio.
Per evolvere abbiamo bisogno di muoverci a piccoli passi perché la nostra mente é cosí limitata che non riesce ad arrivare troppo lontano. Possiamo seguire peró le indicazioni che ogni volta ci arrivano dalla nostra intuizione e ci mostrano il prossimo passo da compiere, affidandoci e ignorando la destinazione. Fino a che un giorno ci voltiamo a guardare indietro e ci rendiamo conto che la strada che abbiamo percorso é tantissima, sicuramente molta di piú di quella che avremmo potuto imaginarci.
Ogni passo elimina uno strato che sta coprendo la nostra vera essenza e ci fa sentire piú vicini ad essa. Non é sempre un processo lineare, a volte la vediamo forte e chiara, a volte si nasconde di nuovo dietro alle nostre paure, insicurezze e limitazioni.
Pensiamo di dover andare chissá dove e di dover essere diversi, quando alla fine si tratta di un cammino verso casa, di ricordarsi chi siamo, di riconnetterci con ció che giá esiste dentro di noi e che era cosí chiaro quando siamo arrivati su questa terra. Piú cammino e piú in realtá mi sembra di tornare alle origini, di riconnettermi con la me bambina, che sapeva cosa gli piaceva e la faceva sentire viva e lo faceva senza preoccuparsi del risultato o delle conseguenze. (Nella foto sono quella a destra, vestita da cartomante che stringe nei pugni non so cosa)
A volte quando faccio le letture di tarocchi o le sessioni individuali le persone mi confessano di avere paura di fare questo cammino perché potrebbero scoprire qualcosa che non gli piace o che le spaventa. Posso dire con serenitá che questo non succede, o meglio puó succedere di entrare in contatto con delle parti di noi che non ci piacciono, ma la questione secondo me é: perché non ci piacciono? La risposta é quasi sempre perché ci hanno detto che non ci devono piacere e quindi le giudichiamo con un metro che non é il nostro.
Faccio un esempio pratico: ho un'amica che é in crisi con il fidanzato e lavorando tanto su se stessa si é resa conto che probabilmente stare in una coppia tradizionale non é quello che fa per lei né il tipo di relazione di cui ha bisogno, almeno in questo momento. Per come siamo stati educati e per la societá in cui viviamo la mia amica potrebbe sentirsi sbagliata, che in lei c'é qualcosa che non va che deve essere aggiustato, visto che é normale che a una certa etá tu ti trovi un compagno e metta su famiglia come tutte le persone intorno a te. Oppure potrebbe accettare questa parte di sé e vivere questa consapevolezza come una liberazione. Iniziare a sentire cosa é giusto per lei e andare in quella direzione invece di continuare a sforzarsi di essere quella che non é e vivere nella frustrazione indossando la maschera della "fidanzata perfetta che vuole una famiglia tradizionale".
Lo stesso é successo a me dopo che mi sono lasciata nel 2015; per anni ho continuato a ricercare quello stesso tipo di relazione che avevo lasciato andare perché per me era “quella giusta, l’unico modo possibile per stare in coppia”. Quando ho incontrato il mio attuale compagno qualcosa dentro di me dubitava e si faceva un sacco di domande sulla relazione perché il nostro modo di stare insieme non era quello che mi aspettavo e che credevo giusto. Finché sono riuscita a lasciare andare queste credenze e mi sono abbandonata alla nostra storia, fiduciosa che quello che mi aveva mandato l’Universo era in realtá quello di cui avevo veramente bisogno e che era piú funzionale alla crescita e alla realizzazione della mia anima. E ho scoperto una nuova me, un nuovo modo di condividere la vita con qualcuno rispettando comunque i miei bisogni e i miei spazi, senza perdermi o fondermi completamente con l’altro ma continuando ad ascoltarmi e avendo il coraggio di dire cosa sento e cosa voglio in ogni momento senza avere paura che l’altra persona possa rimanerci male.
Credo che ognuno di noi abbia giá innato dentro di sé il potere di manifestare e attrarre nella propria vita ció che desidera veramente. Il problema é che spesso non sappiamo cosa vogliamo e investiamo le nostre energie a cercare la cosa sbagliata.
Ci hanno mostrato che la strada é esclusivamente una ma in realtá siamo sempre liberi di scegliere quello che é giusto per noi, che nessun altro puó sapere. Potremmo dire che anche non cambiare é una scelta, c’é una frase in inglese che riporto in lingua originale perché mi sembra che la traduzione non renda che dice: “whatever you are not changing you are choosing”.